Vidi
2026
Tela, acrilico
60 × 80 cm
Ci sono cose che non si possono più non vedere. Restano nel corpo, nel modo di tenere le spalle, in uno sguardo appena spostato di lato che evita il contatto diretto. La figura è dipinta in un freddo azzurro d'acciaio, quasi non umano, eppure è impossibile non riconoscervi un essere umano. Il fuoco alle sue spalle non è una minaccia, perché è già accaduto. Le colature azzurre dal mento non sono né lacrime né sangue, ma qualcosa che non ha trovato parole ed è uscito in altro modo. La croce rossa in fondo allo sfondo non dà risposte: conferma soltanto che qui è successo qualcosa. Il latino vidi è la prima persona singolare del perfetto. Ho visto. Non «noi», non «loro». Una persona sola. Un solo istante. E tutto il peso di questa conoscenza è racchiuso in un unico sguardo.
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